Indecenze.

Muore un tizio qualsiasi pseudo-famoso e giù lacrimoni telematici su come il mondo sia ingiusto.

Muore Gabriel Garcia Marquez e praticamente passa inosservato.

Il mondo è ingiusto si, e anche ignorante a quanto pare.

Tecnologie vecchie.

Una volta sui treni si chiaccherava molto di più.

Tags: Cose vecchie

Modernità.

Trovo fastidioso questo mondo in cui ogni cosa diventa inutile nel giro di troppo poco tempo.

Lei si diverte così.

Lei si diverte così.

Paradossi.

L’esempio lampante del percoso che sta prendendo l’umanità è che in un’aula di ingegneria una buona parte dei posti a sedere sia inutilizzabile causa rottura.

Mi spiego meglio: posti a sedere rotti nella facoltà di ingegneria.

INGEGNERIA.

Notti insonni.

A volte, quando non riesco ad addormentarmi esco fuori dal balcone e inizio a guardare la città, o meglio il piccolo pezzo che posso vedere, che dorme.

Mi piace e mi rilassa percepire quel silenzio disteso che avvolge le strade, con i lampioni che illuminano per loro stessi, mentre in cielo magari si vedono le stelle, qualcuna in più pure, perché si sta più attenti e ci si accorge di un sacco di cose che quando la città è “viva” non si scorgono.

Ecco, guardare le cose, che esistono per loro stesse e non in funzione di qualcos’altro mi rende tranquillo.

Altri 5 minuti e poi torno a letto.

Ribellioni.

Allora, io il venerdì sono in facoltà e per colpa del vostro ormone impazzito ogni volta che apro tumblr faccio una grandissima figura di merda perché c’è porno ovunque. Come minimo mi hanno preso per un maniaco.

Datevi una cazzo di calmata.

Correre.

Corro. Scappo dall’ansia che mi attanaglia, scappo dai rimorsi, dalla paura, dalla tensione.

Corro. Lascio che il cuore batta per le gambe e non per la morsa che strige il petto. Lascio che batta, sempre più forte, tanto da romperle quelle catene.

Corro fin tanto che neanche il fiato non mi sta più dietro, finché i polmoni non ce la fanno più.

Corro, ma non scappo più. Tutto quello che ho lasciato dietro l’ho ritrovato, l’ho doppiato, l’ho superato.

Corro per non correre più.

Catene di Sant’ Antonio is the way.

Perché? Perché l’hai fatto ovettoultravioletto ?? Ero quasi sopravvissuto. Pensavo di essere così abbastanza anonimo da non essere preso in considerazione da nessuno, e invece, adesso mica posso fare il maleducato.

Come citazione scelgo una delle poche che ho messo su questo blog nel lontano fine 2011, quando ancora non sapevo cosa volevo fare di questo spazio.

Com’è bello essere innamorati, e come è interessante sapere d’esserlo! Ecco la differenza. Io potrei impazzire al pensiero che per la seconda volta ella mi è sfuggita, e tuttavia in un certo senso un tal pensiero mi rallegra. L’immagine che serbo di lei oscilla vagamente tra la sua figura vera e quella ideale. E io lascio che questa immagine mi si mostri, sicché il suo fascino consiste appunto nella possibilità che essa ha di essere la realtà stessa oppure dalla realtà cagionata. Io non provo nessuna impazienza, considerato che ella deve pure abitare qui in città, e per il momento ciò mi basta. Questa possibilità è condizione perché la sua immagine quella vera, possa mostrarsi: ogni cosa va goduta a suo tempo. E non dovrei rimanermene tranquillo, io che posso considerarmi nella grazia degli dei, visto che mi toccò in sorte la rara possibilità di innamorarmi di nuovo? Questo è già qualcosa, quale nessuna arte e nessuno studio possono procacciare; è insomma un dono. Ma se m’è stato concesso di poter di nuovo nutrire un amore, vorrò dunque vedere fino a qual punto una tale fiamma si lascerà alimentare. Io nutro questo amore come mai non nutrii il primo. Siamo tanto poveri di occasioni favorevoli che quando una si mostra conviene in verità approfittarne, visto che purtroppo non c’è nessuna arte nel sedurre una fanciulla, ma è solo questione di fortuna trovarne una degna di essere sedotta. L’amore ha molti misteri, e questo primo invaghimento è ancor esso un mistero,e non il più piccolo. La maggior parte degli uomini si buttano allo sbaraglio, si fidanzano o commettono altre balordaggini e, in un batter d’occhio, tutto è passato ed essi non sanno né quello che hanno guadagnato né quello che hanno perduto. Due volte ella mi è apparsa e due volte è sparita, ciò significa che presto si mostrerà più spesso. Dopo che Giuseppe ebbe interpretato i sogni del Faraone spiegò: eppure ciò che tu sognasti due volte significa che presto s’avvererà. 

Diario di un seduttore - Soren Kierkegaard.

E’ l’ora di citare alcuni poveri sventurati. Nomino, cavalieri della tavola rotonda americordilmare perché mi ha severamente vietato di nominarla e mi ha minacciato di violenza fisica e purafollia perché voglio rompere le scatole pure a lei.

Au revoir.

Di discriminazione territoriale.

Si parla continuamente di razzismo verso i profughi africani, verso gli immigrati del medio oriente, verso gli albanesi, i cinesi, e qualunque altra nazione o continente vi venga in mente. Si parla di educare all’accettazione, alla benevolenza e alla necessità, più che consenso, di dare a queste persone un’opportunità di vivere umanamente, perché probabilmente nel loro paese di provenienza non potevano, “sennò chi cazzo gliela faceva fare di farsi millemila chilometri a rischio della vita”.

Ci si rende conto che molte persone non arrivano neanche lontanamente a formulare un pensiero banalmente vicino a quello da me scritto, molto malamente tra virgolette.

Prima di tutto questo però, non riusciamo a non essere razzisti neanche nello stesso stato. Nel 2014 c’è ancora gente che riesce abilmente a fare razzismo con una generalizzazione semplice semplice, di quelle che manco si rendono conto che è razzismo.

Dare ad un ragazzo del sud, del possessivo e del “buffone”, non perché è lui come persona, individuo o singolarità così, ma perché è del sud, è razzismo, come dire che una ragazza del nord è frigida come le acque del po, perché è del nord.

Il contesto socio-culturale effettivamente porta un gran numero di persone ad avere certe caratteristiche caratteriali-relazionali molto simili. Il problema è lo schema mentale per cui non si attribuiscono queste caratteristiche all’educazione familiare per esempio, più che al luogo di origine. 

Badate, la linea è sottile, ma differenzia le persone intelligenti dagli idioti.